MOSTRA
Archivio di Stato di Torino, Sale espositive, piazzetta Mollino 1
28 settembre – 26 ottobre 2025
Aperture: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18
Seminario: 24 ottobre 2025 dalle 9.30, Auditorium, piazzetta Mollino 1
Ingresso gratuito

La mostra

La mostra Paolo Paschetto. Archivio d’artista, realizzata dall’Ufficio Archivio storico e Beni culturali della Tavola valdese in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino e allestita nei saloni juvarriani della Sezione Corte, propone una selezione del fondo archivistico prodotto dall’artista protestante Paolo Paschetto (1885-1963) nel corso della sua attività professionale, recentemente donato dagli eredi alla Tavola valdese.

La mostra pone inoltre l’accento sull’importanza di creare relazioni tra l’archivio e le opere di Paschetto negli istituti culturali italiani, esponendo oltre 200 documenti, tra originali e riproduzioni, provenienti dalla Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice e dal Museo della Casina delle Civette di Roma, e collegando fonti esposte con opere in collezione presso il Museo Nazionale della Montagna – CAI Torino e il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Il percorso prevede approfondimenti digitali attraverso QR code, accessibili in mostra e autonomamente.

Nella cornice della mostra, il 24 ottobre 2025 il seminario “Post mortem vivere ultra”. L’Archivio Paolo Paschetto fra conservazione e valorizzazione è l’occasione per dedicare uno spazio di approfondimento alle vicende del fondo e alla sua catalogazione in corso su sistema informativo ABACVM.

L’artista

Paolo Antonio Paschetto (1885-1963) nasce a Torre Pellice il 12 febbraio 1885 da Enrico, pastore battista, e Luigia Oggioni, originaria di una famiglia milanese anticlericale e antiaustriaca aderente alla Chiesa cristiana libera, terzo di quattro fratelli (Lodovico, Enrichetta ed Emmanuele). Nel 1887 la famiglia si trasferisce a Roma, poiché Enrico è nominato professore presso la Facoltà teologica metodista e battista e pastore della chiesa di via del Teatro Valle. Nel 1901 Paolo inizia gli studi presso il Regio Liceo classico Terenzio Mamiani di Roma, e in seguito si iscrive all’Istituto di Belle Arti, decisione inizialmente non gradita al padre Enrico, che lo avrebbe preferito professore o pastore. Dal 1904 inizia la sua attività come grafico per l’editoria evangelica e non.

Divenuto docente nelle scuole secondarie, dal 1906 espone a Roma e Torino e nel biennio 1909-1910 partecipa ai concorsi per il Pensionato Artistico Nazionale per la Decorazione.
Autore di progetti decorativi per gli interni, firma le decorazioni per il Nuovo Istituto Internazionale Crandon, il Padiglione provvisorio di Piazza Colonna per l’Esposizione Internazionale del Cinquantenario dell’Unità d’Italia e per numerosi edifici di culto protestanti a Roma, tra cui la Chiesa battista di via del Teatro Valle (1910-1911), il tempio valdese di Piazza Cavour (1912-1914), le chiese battiste di Piazza San Lorenzo in Lucina e di Via Urbana (1914-1915) e la chiesa metodista di via Firenze (1920-1924).

Il 30 settembre 1912 sposa Italia Angelucci, compagna di studi marchigiana. Dalla loro unione nascono le due figlie Fiammetta (1914) e Mirella (1919).

Dagli anni Dieci si moltiplicano le committenze per la grafica e l’editoria: oltre alla copertina per Ostia colonia romana. Storia e monumenti, testo del fratello Lodovico, è responsabile grafico per le riviste evangeliche «Bilychnis. Rivista di studi religiosi», «Il Testimonio. Periodico cristiano battista» e «Conscientia».

Nel 1915 propone a Ernesto Giampiccoli, Moderatore della Tavola valdese, la realizzazione di illustrazioni dedicate alle valli valdesi, in cambio del solo rimborso delle spese vive: nasce così la Collezione Paschetto della Tavola valdese (1915-1923).

Dagli anni Venti è autore di decorazioni per la Facoltà valdese di Teologia, alcuni francobolli e del volume a tiratura limitata The twenty third psalm. Nel 1927 inoltre si trasferisce nel suo appartamento in via Pimentel, che decora con vetrate e pitture parietali. Negli anni Trenta decora alcuni ambienti della nuova sede dell’Istituto Case Popolari di Roma, collabora con ditta Nazareno Gabrielli di Tolentino e inizia la collaborazione con Attilio Jalla, storico valdese, con cui partecipa alla costruzione del monumento a Chanforan e al restauro della casa dell’eroe valdese Giosuè Gianavello.

Espone inoltre a Pinerolo, Roma, Genova, Torino (galleria II Faro), Biella, L’Aja e alle mostre internazionali dell’incisione in legno organizzate dal Sindacato Fascista Belle Arti.
In occasione del 250° anniversario del Glorioso Rimpatrio, nel 1939 realizza la decorazione parietale per l’abside dell’Aula sinodale della Casa valdese a Torre Pellice e partecipa all’allestimento dei musei storici di Torre Pellice e della Balziglia (Massello).

Dopo la guerra, nel 1945 partecipa al concorso per la serie di francobolli Libertà e rinascita, realizza il manifesto per il prestito della ricostruzione del Banco di Roma e, tra il 1946 e il 1948, partecipa e si aggiudica i concorsi per l’Emblema della Repubblica.

Negli anni Cinquanta dipinge le decorazioni per il Rifugio Willy Jervis al Prà (Bobbio Pellice), l’Ospedale valdese di Torre Pellice e l’Istituto Betania di Roma.

Muore a Torre Pellice il 9 marzo 1963 e viene sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero comunale, dove riposa anche la moglie Italia, defunta nel 1974.

CREDITS

Mostra a cura dell’Ufficio Archivio storico e Beni culturali della Tavola valdese.
Allestimento: Officina delle Idee.
Progetto grafico: Elena Charbonnier.

La mostra ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e ha il patrocinio di Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte.

Si ringrazia tutto il personale dell’Archivio di Stato di Torino per la collaborazione.