Cesare Lomaglio, figura di rilievo nel Regio Esercito durante i due conflitti mondiali, ha lasciato un archivio personale di notevole interesse che costituisce una fonte significativa per la storia locale e nazionale.

Cesare Lomaglio

Cesare Lomaglio, figlio di Giovanni Lomaglio e Maria Alfassio Grimaldi di Bellino, nasce ad Asti il 10 ottobre 1887. Nel 1924 sposa la nobile bergamasca Vittoria Maria Luigia Mapelli Mozzi: la coppia non ha figlia ma adotta un parente stretto di Cesare, Ildebrando Giovanni Alfassio Grimaldi conte di Bellino, erede del patrimonio di famiglia.
Lomaglio entra nella Scuola militare di Modena nel 1907: nel 1909 è sottotenente nel 13° Reggimento Cavalleggeri del Monferrato e in seguito nel 16° Reggimento Cavalleggeri di Lucca, con il quale partecipa alla Campagna di Libia tra il 1911 e il 1912 e, durante la Prima guerra mondiale, alla scalata della Bainsizza (agosto – settembre 1917), ottenendo già in giovane età diversi riconoscimenti al Valor Militare.

Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali ricopre vari incarichi negli Stati Maggiori delle divisioni militari di Bari, Cuneo e Torino, nonché nel Reggimento Cavalleggeri Guide; successivamente presta servizio nel Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, raggiungendo il grado di Tenente Colonnello.
Dopo essere stato nominato aiutante di campo di Vittorio Emanuele III in servizio nel quadriennio 1929-1932 e aver assolto altri incarichi di comando, nel gennaio del 1937 è nominato colonnello e nel gennaio del 1938 comandante della Scuola Centrale delle Truppe Celeri di Civitavecchia.

Dal settembre 1938 all’agosto 1940 viene assegnato al Capo di Stato Maggiore nelle isole italiane dell’Egeo, collaborando con il governatore generale Cesare Maria de Vecchi per l’organizzazione delle forze armate sul territorio. Viene promosso generale di brigata nel gennaio del 1940 e generale di divisione nel gennaio 1943. A partire dal novembre del 1940 è assegnato al comando della I Divisione Celere Eugenio di Savoia operante in Croazia, inizialmente come comandante interinale, poi come comandante facente funzioni e infine come comandante titolare della Divisione, fino all’armistizio dell’8 settembre 1943.
In questo giorno cruciale Lomaglio si trova nella cittadina di Sussak, nei pressi di Fiume (Rijeka), dove rimane fino al 22 settembre, data in cui ritorna nella sua residenza di Rinco, dove si stabilisce sino al termine del conflitto nel 1945.

Dal 22 settembre 1945 presta servizio presso il Comando Militare Territoriale di Torino per svolgere incarichi speciali, tra cui la presidenza della commissione preposta all’inchiesta sul recupero dei fondi finanziari destinati alla IV Armata dopo l’armistizio di Cassibile.
Viene promosso generale di corpo d’armata nel 1952, successivamente al collocamento in riserva del 2 giugno 1947, e diviene aiutante generale onorario di Umberto II in esilio. Muore ad Asti il 3 maggio 1968.

L’archivio

Dopo la morte di Lomaglio il suo archivio personale viene affidato dagli eredi a una società antiquaria attiva nella zona di Montiglio Monferrato, incaricata di vendere il castello di Rinco con i suoi arredi. La notizia giunge a Umberto II, di cui il generale era stato aiutante generale onorario, ed emerge la preoccupazione riguardo a una possibile dispersione di questo prezioso patrimonio documentario. Il sovrintendente archivistico Guido Gentile procede pertanto al recupero e al trasferimento del fondo alla sezione Corte dell’Archivio di Stato di Torino.
Il materiale era conservato in 3 bauli e consisteva in 38 mazzi e circa 4000 tra negativi su vetro, negativi su pellicola e stampe fotografiche. Tre dei 38 mazzi contengono 56 agende personali di Cesare Lomaglio, datate dal 1908 al 1968; risultano mancanti quelle degli anni 1912, 1915, 1939, 1942, 1943 e 1960, mentre per l’anno 1934 sono presenti 2 agende.
Una parte significativa del materiale fotografico è stata digitalizzata e pubblicata sul sito internet dall’Archivio di Stato di Torino.

Sovraimpressioni

Nel 2025 ha avuto inizio il progetto di valorizzazione del fondo Lomaglio, con l’obiettivo di rendere consultabile l’intero archivio.
Tra le iniziative, si distingue il progetto “Sovraimpressioni”, che attraverso l’utilizzo della piattaforma di crowdscience Zooniverse coinvolge il pubblico nella condivisione di conoscenze e nella ricerca collettiva di informazioni.

Questo progetto conferma l’impegno dell’Archivio di Stato di Torino nell’innovazione digitale, aprendo nuove prospettive di collaborazione tra istituzioni e comunità online.