Reato
già graziato per due delitti dalle Regie Patenti del 25 febbraio 1752, ora inquisito per: aver fabbricato, in casa propria, uqntità di Filippi con stampa di Milano e di lire di Savoia marchiate S.M. in complicità con francesco Antonio Pittore di Montemagno detto Sampaiore, già condannato in contumacia come falsario per sentenza del 29 aprile 1738, e un altro; di avere fabbricato soldi di Savoia e parpaiole di Genova in compagnia dell'ora giustiziato Domenico Ceruto di Moncalvo; furto, in compagnia di Carlo Giuseppe Palamedese detto Bisognino già giustiziato a Milano, di cavalli sia negli Stati di S.M. che in quello di Milano, e una puledra ai danni di Antonio Maria Patruco di Casale Monferrato; sospetto di furto, in compagnia di detto Bisognino e di Domenico Accattino di Camagna, di una cassetta con somma considerevole di denari, ai danni di Gaspare di Robbio; sopetto di furti, in compagnia con altri, di argenti e altri oggetti ai danni del conte di Caresana, e di avreli venduti in parte ad Asti; furti di calici e argenti in una chiesa, e di averli dati 11 anni fa a Giovanni Domenico Calavita per venderli a Genova; sospetto di tentata grassazione,con ferite d'arma tagliente e pungente, contro Audifredi; diffamato in genere di furti nella comunità di Camagna già dal 1740